• mercoledì , 26 luglio 2017

Aloe Vera: 5000 Anni di Storia

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Aloe Vera EgittoL’Aloe Vera è considerata la pianta più utilizzata nel corso della storia di tutta l’umanità.

Per millenni l’Aloe Vera è stata ampiamente utilizzata per le sue proprietà magiche, per guarire bruciature e ferite, per dare sollievo ai dolori e per curare un’ampia gamma di patologie.

Uno dei primi documenti in cui si fa riferimento ad un suo impiego farmacologico è rappresentato da un iscrizione cuneiforme sumera risalente al 2100 a.C. rinvenuta a Nippur, nei pressi di Bagdad.

Antichi documenti testimoniano come le proprietà antinfiammatoria, antibiotica, analgesica, depurativa e immunostimolante fossero note già ad Assiri, Egizi, Ebrei, Greci, Romani, Indiani, Cinesi, Maya.

Le Tappe più Significative nella Storia dell’Aloe Vera

Aloe Cleopatra3000 a.C.
Nella medicina tradizionale cinese l’Aloe veniva utilizzata oltre 5000 anni fa come rimedio dell’armonia.

2200 a.C.
Una tavoletta dei Sumeri ritrovata a Nippur è il primo documento storico che include l’Aloe vera tra le piante medicinali dotate di grande potere terapeutico.

1550 a.C.
Il papiro di Ebers descrive 12 formulazioni diverse di impiego dell’Aloe sia per uso esterno che interno. In particolare l’Aloe veniva usata come enteroclisma purgante in associazione ad altre piante medicinali. Unguenti a base di Aloe preparati con formulazioni magiche e custoditi in conchiglie venivano usati con successo nel trattamento topico del tracoma, malattia degli occhi che portava a cecità, anticamente definita ‘malattia egiziana degli occhi’.

1300a.C.
Gli Israeliti erranti del deserto al seguito di Mosè utilizzavano l’Aloe come protezione solare e per le proprietà cicatrizzanti.

335a.C.
Si racconta che Alessandro Magno ferito in battaglia da una freccia e curato con un unguento a base di Aloe proveniente dall’isola di Socotra sia stato consigliato di conquistare l’isola per poter disporre del succo dell’Aloe che vi cresceva abbondantemente e che si riteneva capace di curare le ferite dei guerrieri e di renderli addirittura invulnerabili.

60 a.C.
Dioscoride fornisce la prima descrizione dettagliata dell’Aloe e attribuisce al succo le proprietà di facilitare i processi riparativi a livello cutaneo e indurre il sonno.

50 a.C.
Il medico greco Celso indica l’uso del succo per le proprietà lassative.

40 a.C.
Cleopatra utilizza un unguento di Aloe per le sue proprietà idratanti, emollienti, protettive capaci di mantenere o ristabilire l’elasticità cutanea, conferendole un aspetto giovanile.

33 d.C.
Nelle pagine del Vangelo secondo l’apostolo Giovanni si fa riferimento alle modalità di utilizzo dell’Aloe da parte degli Ebrei per preparare il corpo destinato alla sapoltura.

900 d.C.
Al-Kindi, medico e filosofo arabo, afferma che l’Aloe è efficace nel trattamento del dolore di origine infiammatoria, le ulcerazioni a livello degli occhi, la depressione dell’umore e molti altri disturbi. Riferisce inoltre che l’Aloe viene utilizzata in Iran come purgante e in Egitto per depurare l’intero organismo.

1299 d.C.
Marco Polo descrive nel Milione la via di diffusione dell’Aloe dall’isola di Socotra all’Oriente attraverso le rotte commerciali dell’Impero Cinese.

1492 d.C.
Cristoforo Colombo in viaggio verso il Nuovo Mondo annota sul diario: “Todo està bien, hay Aloe a bordo”. La pianta era già nota e utilizzata dai Maya sotto forma di succo preparato come infuso contro il mal di testa e come gel strofinato sul seno per indurre lo svezzamento a motivo del sapore amaro.

1720 d.C.
Linneo descrive la pianta con il nome di Aloe vera.

Aloe Vera Storia

1752 d.C
Il pittore veneto Pietro Longhi nel dipinto Lo speziale, ambientato in uno studio medico, raffigura in primo piano un esemplare di Aloe, alludendo in tal modo ai numerosi impieghi terapeutici della pianta nella pratica medica dell’epoca.

1852 d.C.
I ricercatori Smith e Stenhouse isolano un principio attivo dotato di attività lassativa cui danno il nome di aloina.

1934 d.C.
Viene pubblicata negli Stati Uniti la prima ricerca scientifica moderna che documenta l’attività terapeutica dell’Aloe. I medici Collins pubblicano l’osservazione del caso di una donna trattata con un gel a base di Aloe per una grave forma di radiodermite conseguente al trattamento di una patologia tumorale mediante radioisotopi. La rapida risoluzione del prurito e la completa guarigione delle lesioni cutanee induce gli studiosi a proseguire gli studi sull’uso terapeutico dell’Aloe.

1940 d.C.
Tom Rowe dell’Università della Virginia conferma l’efficacia del gel di Aloe nel trattamento della radiodermite indotta con radiazioni su ratti e attribuisce l’attività a principi contenuti della parte esterna della foglia.

1950 d.C.
Il dottor G.W. Reynolds classifica 350 specie di Aloe. Oggi si contano oltre 600 varietà del genere Aloe, definite come Aloeacee, di cui ben 125 distribuite nel Sudafrica. Reynolds ritiene che il ceppo di origine dell’Aloe sia da ricercare in Africa, da dove si sarebbe poi diffusa nel resto del mondo, in special modo nelle regioni tropicali.

1959 d.C.
Negli USA il Ministero della Sanità riconosce ai preparati a base di Aloe l’attività rigenerativa sui tessuti cutanei.

1963 d.C.
In una ricerca clinica condotta da Julian J. e collaboratori, sono stati trattati 18 pazienti con ulcera peptica curati in precedenza con terapia convenzionale, ma senza successo. Ognuno ha assunto una dose al giorno di un’emulsione a base di Aloe. Si è riscontrata la completa risoluzione della sintomatologia in 17 dei 18 pazienti.

1969 d.C.
In uno studio coordinato da Eugene Zimmerman presso il Baylor College di Odontoiatria sull’efficacia nel trattamento di affezioni odontoiatriche, si è evidenziato il potere antisettico dell’Aloe nei confronti di numerosi microrganismi (Staphilococcus aureus e Candida albicans)

1973 d.C.
M El Zawahry e altri ricercatori del Cairo confermano l’efficacia dell’Aloe per uso locale e per via interna nella cura di numerose forme di affezioni dermatologiche (acne, seborrea, ulcere croniche degli arti inferiori, caduta dei capelli).

1978 d.C.
Il dottor G.R.Waller dell’Università dello Stato di Oklahoma (USA) descrive l’ampio spettro di principi attivi presenti nell’Aloe: aminoacidi, monosaccaridi, steroli, lupeolo.

1980 d.C.
Viene confermata l’attività dell’Aloe nei riguardi di diversi ceppi batterici e virus da parte del dottor Bill Wolfe. Si dimostra inoltre l’efficacia nella cura dell’herpes.

1982 d.C.
John Heggars del Chicago Burn Center mette in evidenza l’attività dell’Aloe nel trattamento delle ustioni di terzo grado sia sul dolore che sul potere riparativo, attribuendone l’efficacia a componenti simil cortisonici e all’acido salicilico presenti nel succo della pianta.

1985 d.C.
Jeffrey Bland del Linus Pauling Institute conferma il miglioramento del processo digestivo indotto dall’Aloe e il miglioramento delle affezioni gastrointestinali (gastrite, duodenite, intestino irritabile) in assenza di effetti collaterali.

1986 d.C.
Viene pubblicato un articolo da parte di alcuni ricercatori dell’Università Reale dell’Arabia Saudita in cui si riporta che l’estratto secco del succo di Aloe viene utilizzato nella penisola arabica da pazienti diabetici per il potere ipoglicemizzante dovuto ad alcuni principi attivi.

1987 d.C
Rosalie Burns documenta l’attività analgesica e di accelerazione della guarigione nell’Herpes zoster da parte dell’Aloe. Nello stesso anno il dottor H. Reg McDaniel di Dallas, Texas, conclude una ricerca in cui dimostra l’attività di inibizione da parte dell’Aloe nei confronti del virus HIV responsabile dell’AIDS.

1989 d.C
L’Aloe contiene almeno tre sostanza dotate di attività antitumorale: emodina, mannosio e lectina. è quanto sostengono alcuni ricercatori di Okinawa, Giappone, sul Japanese Journal of Cancer Research. Sostengono inoltre hce l’Aloe inibirebbe il tumore polmonare e sarebbe efficace nella cura della leucemia e del sarcoma.

1994 d.C.
Wendell Winters della University of Texas Health Science Center si San Antonio analizza la composizione dell’Aloe identificando almeno 140 principi attivi e determina le principali proprietà dell’Aloe che definisce come “una farmacia in una pianta”.

1998 d.C.
Nuove ricerche effettuate da Lee e pubblicate in “Archives Pharma” avrebbero mostrato che l’aloe sarebbe in grado di stimolare la nuova formazione dei vasi sanguigni nelle ferite.

Nefertiti Cleopatra Aloe

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le pubblicazioni scientifiche incentrate sull’ Aloe Vera, di cui viene soprattutto attualizzato il potenziale terapeutico con interesse particolare sull’attività antiossidante, immunostimolante, antivirale e antitumorale.

Sono numerose le ricerche e studi clinici a confermare l’efficacia dell’Aloe Vera nella prevenzione dell’invecchiamento, nella riduzione del colesterolo nel sangue, nella cura di infezioni virali croniche anche gravi, nel trattamento di forme tumorali, integrando e completando l’approccio convenzionale alle diverse condizioni e forme patologiche particolarmente rilevanti nel mondo contemporaneo.

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